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Ragusa - Il museo archeologico

II primo nucleo del Museo Archeologico Ibleo si è costituito, fra il 1955 e il 1960, in seguito alle ricerche sistematiche di Antonio Di Vita nel territorio della replica handbags provincia di Ragusa. Nelle didascalie della prima sala, dedicata alle stazioni preistoriche, è illustrato il complesso paleolitico di Fontana Nuova presso Marina di Ragusa.
Le ceramiche esposte nelle vetrine sono relative al periodo di Stentinello (ceramica incisa) e a quello tardo-neolitico di Diana (ansa "a rocchetto"). Le tracce della prima età del bronzo, cioè della civiltà detta di Castelluccio (XIX-XIV a.C.), dal nome dell'antico abitato presso Noto, sono veramente cospicue nella provincia è ben documentate nel Museo. Uno dei lotti più ricchi di ceramiche di questo periodo è quello costituito dal deposito di una grotta naturale sita in contrada S. Filippo, a nord di Ragusa, e dai reperti rinvenuti nell'area dell'Alcerito Nuovo, nel territorio di Vittoria.
La stessa facies culturale è stata individuata a Castiglione dove, al di sotto delle strutture di età arcaica, sono state individuate capanne circolari e sepolture a grotticelle artificiali.
II Museo espone anche I'ingente deposito di bronzi di Castelluccio, rinvenuto nel 1978 lungo il medio corso del fiume Dirillo, che comprende armi, fra cui asce di vario tipo, frammenti di lame, punte di spade e pugnali.
Le vetrine custodiscono oggetti di arredamento e di uso personale quali fibule, braccialetti, anelli, dischi ornamentali e spirali. Numerosi, infine, i frammenti di vasi in sottilissima lamina di bronzo con chiodini ribattuti. Attraverso chiare didascalie sono evidenziati i percorsi lungo le valli dell'Anapo, del Dirillo, dell'Irminio e dell'Ippari seguiti dai Greco-Siracusani per fondare Acre (663 a.C.), Casmene (644 a.C.) e Camarina (598 a.C.), aggirando i Siculi di Hybla. Nella stessa sala sono esposti i reperti rinvenuti nelle necropoli classiche di Passo Marinaro e di Scoglitti e in fake handbags quella arcaica di Rifriscolaro; in particolare un'anfora recante su un lato scene di lotta tra Eracle e il leone Nemeo e tra Athena e un atleta, sull'altro Dionisio di fronte ad una figura femminile tra due sileni.
I materiali delle necropoli classiche sono costituiti soprattutto da piccoli vasi attici del V sec. a.C. con bella vernice compatta e decorazione stampigliata.
In due ampi spazi sono stati sistemati la ricostruzione di parti significative della necropoli classica di Passo Marinaro (Camarina) ed i rinvenimenti dell'area urbana di Camarina.
Nella sala successiva si trovano esemplari della monetazione camarinese e grandi anfore arcaiche (corinzie, attiche, etrusche, puniche), usate prima per trasportare prodotti alimentari (olio) e poi per le inumazioni in anfore nella necropoli. La terza sezione del Museo è dedicata ai centri indigeni, in particolare al piccolo villaggio di Monte Casasia, vera fortezza sicula (esplorata nel 1966) arroccata sui monti Iblei a nord di Ragusa, e al più esteso abitato sulla collina di Castiglione.
Le vetrine espongono ceramiche provenienti da corredi funerari, quali le anfore del tipo "Licodia Eubea"; di particolare interesse una bella protome muliebre e la testa di una statuetta di figura femminile databile al VI sec. a.C. provenienti dall'abitato di Castiglione. Nella stessa sezione si possono osservare i reperti della necropoli greca di contrada Rito (Ragusa Ibla) e la fedele ricostruzione di due tombe.
Fra i centri ellenistici rappresentati nel Museo I'abitato di Scornavacche (esplorato dal De Vita), posto sulla riva sinistra del Dirillo, nel comune di Chiaramonte. Notevole I'esposizione di terrecotte per la varietà dei tipi e delle matrici, di cui fa parte una pregevole statuetta di Athena con elmo attico.
Rivestono interesse preminente i materiali che documentano la facies tardo-romana, provenienti soprattutto dall'ancoraggio di Kaucanae e dal replica louis vuitton suo immediato retroterra.
La sala relativa a questa sezione accoglie, inoltre, la ricostruzione dei due pavimenti della chiesetta bizantina della Pirrera (S. Croce Camerina) e dei mosaici di una basilica bizantina del V sec. d.C. rinvenuta nell'entroterra di Caucana nel 1962.
L'ultima sezione del Museo è dedicata ai materiali di non ben definita provenienza, giunti cioè al Museo non attraverso ricerche sistematiche, ma in seguito ad acquisizioni di diversa natura.
II museo è aperto al pubblico dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:30 alle 18:00. Domenica 9:00 - 13:00.

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